Voci dalla quarantena #Part2

Dopo il diario collettivo della classe IIB, diamo spazio e voce anche ai ragazzi e ragazze della IIA che ci raccontano le loro impressioni e emozioni durante i mesi del lock down.

Questa situazione sinceramente un pochino mi sta piacendo perché comunque mi sta facendo rimanere insieme ai miei genitori che di solito devono sempre lavorare e loro mi stanno affianco in questo momento. Ovviamente anche la mia bellissima cagnolina Luna mi sta tenendo compagnia con i suoi abbai e morsetti affettuosi. (Tommaso)

In giro sento che il virus spaventa molte persone, però a me non preoccupa e sono fiducioso che i medici troveranno una cura al più presto. (Ianis)

Qualche volta sono uscito fuori con mio padre, perché non riuscivo più a stare in casa e notai quanto silenzio c’era nell’aria, cosa che non avevo mai sentito fino ad allora, ma questo è successo solo una volta in una settimana. (Davide)

Oggi la giornata è orribile; nuvole ricoprono il cielo senza lasciare un minimo spazio al sole, letteralmente, sotto casa mia stanno rifacendo le fognature quindi ogni giorno mi sveglio con un rumore assordante e se provo ad aprire la finestra un vento gelido entra nella stanza. Per definire questo panorama, queste sensazioni utilizzerei i versi di una poesia di Giuseppe Ungaretti: ”Si sta come d’autunno sugli alberi  le foglie”.  (Martina)

Oggi per me e per tutti è un giorno come un altro, uno di quei giorni che nonostante i pochi impegni e pensieri spereresti presto di dimenticare. Le riflessioni che viaggiano nella mia mente su quello che sta succedendo sono infinite: alcune che non riescono a dare una spiegazione a tutto ciò, altre che lo prendono con sollievo e spensieratezza e altre ancora che lo considerano un segno del destino. Non so quali di queste riflessioni siano giuste e quali no, ma so solo che da questo brutto nemico chiamato COVID19 invisibile ma più potente di qualsiasi altro guerriero o qualsiasi altra flotta mai studiata, ne usciremo presto. Vuoi parlare  davvero del mio rapporto con i social? Beh senza di loro non saprei proprio come rimanere in contatto con i miei amici e come trascorrere una buona parte della mia giornata. Devo dirti la verità è molto meglio andare a scuola…. Perché? Te lo spiego subito: ci sono i tuoi amici, i tuoi professori e tutto è più semplice. (Francesco)

Voglio raccontare di questi giorni bui, a causa della grave emergenza che sta mettendo in difficoltà tutto il mondo e anche me! Da un giorno all’altro mi è cambiata la vita, le mie abitudini e la mia quotidianità. Come sai ero tanto impegnato, tra allenamenti e partite di calcio, la scuola che mi occupava gran parte della giornata, l’oratorio e il ritrovarsi insieme tra amici. Mi sento giù di morale perché non vedo più i miei compagni di scuola e di calcio e le persone con le quali parlavo ogni giorno. L’unica nota positiva di questa brutta situazione, è che passo più tempo con la mamma e il papà, che solitamente sono al lavoro tutto il giorno. L’unico momento, in cui io, i miei fratelli e i miei genitori possiamo uscire di casa è quando dobbiamo portare il nostro cane a fare un giretto; il fatto divertente è che prima nessuno voleva portare Jack a fare i suoi bisogni, ora quasi quasi facciamo a gara! (Angelo)

Stiamo proprio vivendo tutti una situazione particolare! Le giornate sono perlopiù noiose o vuote, sento che manca qualcosa nella mia vita. Una delle cose a cui penso di più sono i miei amici. Per fortuna però ho la possibilità di chiamarli e sentirli ogni tanto, ma non è la stessa cosa. È insolito vedere un compagno da dietro uno schermo, non potergli parlare da vicino, o scrivergli al posto di fargli sentire la tua voce per capirsi meglio. Poi questo distacco fisico mi tenta: a volte penso che nessuno mi cerchi, che io non sia importante per i miei amici, e comincio a pensare che non ho amici, mentre a scuola si ha più possibilità di dimostrare di volersi bene. Sinceramente mi è sempre piaciuto andare a scuola, perché c’era sempre qualcosa di nuovo. E non esito nel dire che mi manca, tantissimo.
Sto scoprendo però anche dei lati positivi in questa quarantena. Per esempio la mia famiglia mi sta molto più accanto, conosco nuovi aspetti delle mie sorelle che non conoscevo, sento più spesso voi zii e il nonno, e mia sorella Susanna ha imparato a stare con me.
Spesso mi isolo e rifletto: come ho fatto a dare così per scontato la vita che vivevo? Quello in cui siamo è un periodo che ci vuole far capire qualcosa: forse aiuta a rendersi conto della fortuna che abbiamo ad avere una casa, una famiglia, una scuola e degli amici, ci aiuta a non dare nulla per scontato, neanche la vita, l’amore che ci dà la famiglia, il mondo che comunque possiamo guardare da dietro la finestra… Anche in queste situazioni trovi sempre qualcosa di bello. (Camilla)

Sinceramente mentre i giorni passavano ho iniziato a sentirmi stanco e annoiato, nonostante avessi tutte le cose che potessi desiderare, mi mancava il fatto di uscire e andare in un centro commerciale o al parco. Sinceramente spero che questa situazione passi presto e che io possa tornare a fare le solite cose, senza dover stare a impazzire lavandomi le mani ogni singolo secondo che passa e che tutto possa tornare alla normalità. (Daniele)

Non ce la faccio più, mi mancano le uscite con i miei amici, fortunatamente però esiste il cellulare e ogni giorno cerchiamo di videochiamarci. Mi manca andare a scuola, e detto sinceramente preferirei mille volte andarci che starmene chiuso in casa a fare i compiti. Mi manca camminare per il mio paese, mi manca mangiare con i miei amici, insomma, mi mancano tutte le mie abitudini di prima. Ma questa situazione mi permette   di essere fiducioso, di esser ottimista, di pensare che  superata questa brutta e faticosa situazione, torneremo più forti e uniti di prima, e sconfiggeremo insieme questo virus. (Gabriele)

Questo che stiamo vivendo  è un periodo faticoso e brutto, però finirà presto se tutti daremo il nostro contributo. In questi giorni, io, come molte altre persone, mi sto annoiando, menomale che c’è sempre la mia famiglia a farmi compagnia, a farmi ridere e a rendermi felice. (Giovanni)

Mi manca tanto la ‘’vita normale’’ come manca a tutti, ma cerco di trascorrere questo tempo svolgendo con quelle attività interessanti che non avevo tempo di svolgere frequentemente nel periodo scolastico. Secondo me tutto questo sarà una buona lezione per tutti per apprezzare le cose semplici come poter uscire di casa. (Anastasia)

In questi mesi, sono presenti tante sensazioni ed emozioni nelle famiglie italiane. Ci può essere felicità quando un parente torna a casa, ci può essere preoccupazione quando nel proprio paese si arriva ad un numero di contagiati elevatissimo e, come purtroppo spesso accade, ci può essere     tristezza quando un parente ci lascia. Spero che tutto questo finisca al più presto così da essere più tranquilli e riprendere la tanta attesa normalità e incontrare gli amici. (Tommaso)

A causa di tutto questo, la mia vita è cambiata completamente. La scuola è stata chiusa, non posso più vedere i miei compagni e insegnanti, tutti gli sport che facevo sono stati sospesi e non posso più divertirmi con i miei compagni di calcio. In questo periodo mi manca uscire e anche, non ci crederai, mi manca andare a scuola. Sinceramente sono fiducioso che l’Italia si rialzerà più forte di prima. Sono anche però un po’ ansioso perché temo che questo virus possa colpire me, la mia famiglia o i miei amici. (Filippo)

Mi mancano i miei amici e i miei compagni perchè non li posso vedere, ma per fortunaci scriviamo e facciamo delle chiamate per sentirci. Non vedo l’ora di ritornare a scuola per vedere i prof e soprattutto i miei compagni. Dopo questa quarantena, tutti noi capiremo il vero senso della vita e della libertà che  ognuno di noi possiede  e saremo tutti più felici di poter uscire di casa. (Lilia) 

Durante la giornata sento gli amici: di solito uso il telefono per comunicare con loro, messaggio. Abbiamo un gruppo su whatsapp e parliamo di cosa sta succedendo a Milano a causa del coronavirus. Gli adulti che mi sono vicino sono i miei genitori: con loro parlo di che cosa sta accadendo. A me piace stare a casa perché è molto rilassante! Però della vita che conducevo prima mi mancano i compagni. (Lorenzo)

Quando le giornate sono  calde mi sento un uccello in gabbia, alcune volte mi affaccio alla finestra e mi ricordo di quei bei momenti in cui le ore passavano molto in fretta perché stavo con i miei amici e mi divertivo. (Loriana)

In questi giorni non mi annoio più di tanto perché sento, quasi ogni giorno, due o tre amici, con cui giochiamo ai videogiochi insieme. Con i compiti sono messo abbastanza bene. Una cosa che mi dispiace più di tutte è, oltre a non vedere più amici e i parenti, non poter andare a fare sport o comunque le solite passeggiate che facevo con gli amici anche per fare solo un po’ di movimento. (Giacomo)

All’inizio di questa quarantena ero felicissima di stare a casa un po’ da scuola e rilassarmi, ma dopo qualche settimana ho cambiato completamente punto di vista poiché ho cominciato ad annoiarmi tantissimo visto che le lezioni dovevo seguirle da casa e da sola senza le mie migliori amiche e senza i miei compagni che, per quanto ogni tanto mi danno fastidio, poi alla fine mi fanno ridere. Mi mancano anche un po’ i professori, con le loro urla quando ci comportiamo male, la prof Malvicini quando fa gli scherzi nelle interrogazioni, l’allegria del prof. Talamo quando facciamo lezione di canto. (Emma)

A me mancano moltissimo gli amici. Non potendo uscire con loro e stando a casa mi sento come in prigione. La cosa che forse i miei professori non si aspetteranno da me, è che io possa dire che voglio tornare a scuola, invece è proprio così perché io voglio ritornare: mi mancano le sgridate dei professori, gli intervalli, avere dei compagni di classe con cui parlare o confrontarsi. (Davide)

In questa tremenda situazione sono in montagna e mi sto impegnando a trovare un hobby. Poiché è  freddo ed è nevicato,  ogni giorno esco a fare un grande pupazzo di neve, alto circa quanto me. Ogni mattina esco con mio zio e mia zia per fare un giretto con i cani. Torno a casa e mi trovo su zoom in video lezione con i miei docenti e compagni di scuola. In quasi tutte le foto sui social c’è scritto #andràtuttobene ……… speriamo! (Oscar)

Sono abbastanza tranquillo e sereno nonostante quello che sta succedendo intorno a noi anche se non vedo l’ora di tornare alla normalità perché mi mancano tantissimi aspetti della vita che conducevo. Oltre a giocare e divertirmi con i miei amici, mi mancano le uscite in bicicletta, le passeggiate con i miei genitori nei week end … inoltre ho nostalgie delle persone a me care, i miei nonni ad esempio. Ho avuto modo di capire che anche la scuola, che prima non sempre apprezzavo, mi manca: parlare con i compagni ed ascoltare le spiegazioni insegnanti contribuivano alla mia crescita. In questa circostanza mi sono reso conto che la scuola è la mia seconda casa, perché è lì che trascorro parte delle mie giornate e che incontro le persone che fanno parte della mia vita quotidiana. (Lorenzo)

Ci sono diversi aspetti della vita di prima che mi mancano. Per esempio non poter uscire, anche perché queste giornate sono bellissime, e incontrare i miei amici. Inoltre  e un po’ mi manca anche la scuola: seguire le lezioni a distanza è molto difficile perché non sempre funziona il computer, piuttosto che l’audio o la telecamera. Nonostante tutto non sono in ansia, ma sono tranquilla perché  basta che resto a casa e bevo tante spremute e posso stare tranquilla. (Elisa)

Our trip to Vigevano

On February 13th, we went to Vigevano to visit the city and learn its origins. It was different from the other school trips in Italy because it was…in English!
We travelled by bus and, when we arrived, we met the guide. His name is Ivan and he is from Australia. He explained us the history of Vigevano and Duke Ludovico il Moro’s dream: making Vigevano the ideal city, calling Leonardo Da Vinci and Bramante to work at this project. We visited Ludovico il Moro’s Castle.

During this visit, Ivan told us that the ideal city of Ludovico was made of two parts: the rich one, placed in the highest part of the city, where the rich people and the nobles lived in their luxury houses; the poor part, placed in the lowest area, where the poor people lived with their animals, such as horses and donkeys, and worked in little shops. Ivan taught us a lot of new things but he also asked us questions and made us feel protagonists in Ludovico’s time, for example he asked: «If you were Ludovico, what would you do?» or «If you were very rich, what would you buy?» This way helped us listen carefully and enjoy the explanation.

After the time spent with Ivan, we joined another guide that told us that Leonardo Da Vinci drew a giant bronze horse to be made in only one print. Leonardo needed to convince Ludovico Il Moro to buy the bronze for the statue, Ludovico preferred using Leonardo’s genius to create weapons. After many attemps, Leonardo convinced Ludovico to buy the bronze, but in that period a war broke up with France and the bronze was used to make the cannon balls. After Ludovico il Moro’s defeat, Leonardo left Milan and Ludovico was imprisoned in France. Leonardo worked in a lot of kingdoms in Italy before going to France, the place where he died in 1519.
Before leaving, we worked in small groups in a workshop and we drew Leonardo da Vinci’s machines, weapons and elements of architecture.

At the end of the visit, we returned to the bus. We had a really great time, I think that this kind of trips is more interesting and funnier than others. I made some practice with my English; it was quite easy because Ivan spoke a really good English.
I’d recommend this trip because I really enjoyed it.

Leonardo

Voci dalla quarantena. Per un diario collettivo

Come stanno passando gli alunni della Nova Terra la quarantena? In questo diario collettivo sono state raccolte le voci dei ragazzi e delle ragazze della classe IIB che hanno raccontato le loro giornate e condiviso le loro emozioni. C’è chi vede il lato positivo, chi vorrebbe tornare a scuola, chi immagina guardando fuori dalla finestra come sarebbe il mondo fuori, senza la pandemia.
Sono brevi citazioni ma incisive, che in poche semplici parole restituiscono il ritratto di un presente difficile a cui però sanno non arrendersi.


“Il problema è che questo virus è arrivato in tutto il mondo e noi non sappiamo come placarlo, perciò io spero solo che COVID-19 se ne vada in fretta cosi potremmo tornare ai vecchi tempi.” (Edoardo)


“All’inizio di questo periodo ero confuso e soprattutto stressato di non potere uscire di casa. Qualche volta faccio diverse video chiamate con Calogero e altri miei amici giusto per darci un po’ di compagnia reciproca.” (Emanuele)


“Penso che ci sia servito questo virus per inquinare di meno l’ambiente e imparare a convivere con le persone che ci stanno vicine. ” (Martina)

“Ti sembra strano che ti dico che mi manca la scuola vero? Già, infatti della scuola mi mancano gli amici e le nostre giornate molto movimentate!!
Quello che mi manca di più è la libertà di poter uscire, vedere i mie compagni ed amici, fare gli allenamenti di calcio e giocare le partite (purtroppo il nostro campionato è saltato!); in poche parole mi manca la mia vita.” (Andrea)

“Ogni sera mi collego anche con i miei nonni, prima di tutto per insegnargli a usare WhatsApp perché in futuro gli potrà servire, e per sostenerci moralmente a vicenda.” (Gabriele)

“Mi manca tantissimo non poter andare in cortile  davanti a casa con le biciclette e tutti i miei vicini. Appena potrò uscire sarà la prima cosa che farò.” (Andrea)

“Guardo la finestra immaginando me che vado con la mia bici, girando intorno al parco con il cielo sereno e le luci del sole che si riflettono sul giardino.” (Filippo)

“Di solito dopo le video lezioni se non ho molti compiti ho anche tempo di salire su in terrazzo e prendere un po’ d’aria, però ti confesso lo faccio raramente. Insomma non mi annoio neanche tanto.”(Lucia)

“In tutto questo mia mamma corre da una stanza all’altra per accertarsi che facciamo i compiti come si deve e aiutando tutti anche se in modo diverso. Durante questa quarantena mio papà riesce a stare più con noi perché i negozi sono chiusi, a volte è preoccupato, per non pensare cerca di fare cose che non  ha mai fatto, come la pizza alla domenica. ” (Calogero)

“Una delle cose più brutte di questa quarantena è che anche cercando di parlare con degli amici si finisce sempre a parlare del coronavirus finendo la discussione in cinque minuti a dir tanto. Invece sarebbe più bello parlare anche di cose normali come abbiamo sempre fatto.” (Leonardo)

“A volte gioco a Monopoli con la mia famiglia, la sera guardo un po’ il telefono e guardo una serie con i miei genitori e mio fratello. Prima di andare a dormire mi metto a leggere, perché mi calma molto e mi aiuta a dormire.” (Sara)

“Forse io sono ancora troppo giovane per capire, e tu anche, sino in fondo cosa accadrà dopo, vedo i miei genitori molto preoccupati, li sento dire che dopo tutto questo soprattutto per  i “grandi” il mondo non sarà più lo stesso, tante sofferenze e tante fatiche si dovranno affrontare, per rimettere insieme quello che è rimasto del mondo. “(Filippo)

“Alle otto, circa torna dal lavoro papà, ma noi non lo possiamo abbracciare e dobbiamo tenerci a distanza di un metro per via del suo lavoro, arrivato quindi prepara la cena, che poi verrà consumata da noi in sala e da lui in cucina.”  (Niccolò)

“Dopo due mesi a casa, io e mio padre facciamo la guerra per portare fuori il cane e la pattumiera, a momenti arriviamo a fare wrestling.” (Alessandro)

“Della vita di prima mi manca tantissimo il basket, le mie amiche, i miei amici, la scuola, anche se ci vediamo virtualmente.” (Cecilia)

“Ho sentito in televisione che dicevano che se i contagi diminuiscono c’è la possibilità che questa quarantena finisca presto. Spero che finisca davvero perché ho voglia di uscire e di tornare a scuola per rivedere i miei compagni.”  (Angelo)                      

“Sei la persona che mi manca di più, dato che non ci vediamo da Natale; ti invierei la lasagna che ho fatto ieri, anzi, te la porterei di persona!” (Anna)        

“Mi manca molto la vita di tutti i giorni, anche se spesso mi sembrava dura e a volte noiosa, mi manca andare a giocare a tennis e soprattutto mi mancano i miei amici e mi dispiace non poter uscire per andare in giro in bicicletta con i miei cugini con queste belle giornate di sole. ” (Simone)          

“La mia situazione è migliore di persone che vivono in appartamenti piccoli però non mi sento libera di uscire, forse come si sentono gli animali in gabbia. ” (Letizia)

Avvistato James Bond a Matera

Tutti pronti per novembre 2020??!!
Prepariamoci per un nuovo capitolo dell’enorme saga 007 di James Bond.
L’attore Daniel Craig, dopo i successi di Casino Royale, Quantum Of Solace, Skyfall e Spectre, torna per il suo ultimo film, di nuovo nei panni del famoso agente inglese James Bond: No Time to Die diretto da Cary Fukunaga.  
Il cast è composto da Daniel Craig: 007/James Bond, Rami Malek, Lèa Seydoux: Madeleine Swann, Lashana Lynch, Ana De Armas, Naomie Harris: Miss Moneypenny, Ben Whishaw: Q, Ralph Fiennes: M.                   

La saga 007 tratta di un agente segreto britannico, chiamato James Bond, che nei vari film si impegna in missioni segrete per sventare dei crimini. Nei vari film vengono affiancate a James delle belle ragazze, che vengono chiamate Bond Girls. Le auto fornite a James nei vari film sono piene di strumenti di attacco e difesa il tipo di macchina che spesso utilizza è Aston Martin.

Quali sono stai gli altri attori piu’ famosi che hanno rivestito il ruolo di James Bond? 

Sean Connery

Che ha recitato nei film: Licenza Di Uccidere del 1962, Dalla Russia Con Amore del 1963, Missione Goldfinger del 1964, Thunderball del 1965, Si Vive Solo Due Volte del 1967, Una Cascata Di Diamanti  1971, Mai Dire Mai del 1983. 

Roger Moore     

Che ha recitato nei film: Vivi E Lascia Morire del 1973, L’uomo Dalla Pistola D’oro del 1974,  La Spia Che Mi Amava del1977,  Moonraker del 1979, Solo Per I Tuoi Occhi del 1981,  Octopussy del 1983, Bersaglio Mobile del 1985.

Pierce Brosnan

Che ha recitato nei film: Goldeneye 1995, Il Domani Non Muore Mai 1997, Il Mondo Non Basta 1999,  La Morte Può Attendere 2002.

Curiosità sul film

Nello spot pubblicitario della nuova Land Rover Defender, si sente la colonna sonora del film, significato di una molto probabile collaborazione tra il marchio Range Rover e il film. 

La cantante Billie Eilish ha scritto un brano con titolo il nome del film: No Time To Die, che si presume sia la canzone d’inizio del film.

Una scena del film è stata girata proprio a Matera in Basilicata, ma l’Italia è spesso protagonista, anche un pezzo del film Moonraker: Operazione Spazio con Roger Moore è stato girato nella bellissima Venezia.

Edoardo

                  

                                                         

VIGEVANO THE IDEAL CITY

Ludovico Il Moro was the son of Bianca Maria Visconti and Francesco Sforza, they owned the Castello Sforzesco and they were very rich, for the Sforza family Vigevano was a Holiday city, but for Ludovico Vigevano was the ideal city. So, he spent a lot of money trying to make Vigevano the ideal city, for constructions and even for famous people, one of the most important was Leonardo da Vinci.

Ludovico invited Leonardo so that he could create the ideal city, but even because he wanted Leonardo to draw paintings of her wife and girlfriends. One of the most popular painting that Leonardo did to a girlfriend of Ludovico is “La Dama e l’ermellino“, the girlfriend who was painted is Cecilia Gallerani. One of the most important inventions that Leonardo created was the canal Lok. He invented it because in Vigevano there were canals that were important: they cleared thewater, gave water for growing food and people could navigate with boats through them. But there was a problem: canals levels grew a lot and damaged the city and for that reason Leonardo invented the canal Lok.

After spending a lot of money Ludovico had to face a big problem: Bianca Maria Visconti was an illegitimate daughter, so Luigi XII said that he was the legitimate son. For this reason, they started a war which Luigi XII won and the ideal city was never built.

Ianis

A school trip with a difference

On the 21st of February the third classes of the Novaterra school went on a school trip  about the fascism in Milan. The difference of this trip was that the guide didn’t speak in Italian: in fact everything was explained in English, although we were in Italy.

We had already studied the fascism in History at school. During the trip the explanation was in particular about how Mussolini came to the power.

In Milan we stopped in Santo Sepolcro square where Mussolini started to meet his friends and to discuss his ideas and where the Movement and the first Casa del Fascio were founded. One thing that during this trip we have learned is the way to make propaganda. Mussolini infact used the newspapers and the other mass media, the radio for example, to show to the Italian people the good things he was doing.

I really enjoyed the part about the architecture; we visited the Milan Stock Exchange, a fascist building. It was very interesting because it shows that the fascism cannot be cancelled and there are some elements that remind us of it.

The guide was very good at explaining: he spoke slowly so we could understand easily what he was saying. It wasn’t as difficult as I expected.

I recommend this kind of activity to other students because the topic of the trip was very interesting and it is a funny challenge trying to follow a guide who is explaining you something in another language.

Claudia

Maths competition

Last February 2020 I attended the event called “Maths for everyone” at school. It is a maths competition opened to all students of the last two years of the primary school up to the high school.

The competition consists in solving some exercises using your maths skills. This competition was divided in three parts: the first one was about calculation in mind, the second one was about brain teasers and the third one was about mathematical board games.

The attendants are grouped in teams of three or four students that work together to find out the solutions as fast as possible.

It’s essential to cooperate with your teammates and so the communication and the capacity to listen have a primary importance.

For me it was a fantastic experience that I definitely recommend, and so if you like maths, competition and adrenaline, it is the perfect challenge for you! 

Giulia

Una risata in compagnia di Zero Calcare

Se vuoi qualcosa che ti faccia pensare e ridere allo stesso tempo questa graphic novel  fa proprio al caso tuo!                     

La profezia dell’armadillo è un fumetto autobiografico di Zerocalcare, edito da Bao Publishing. Ambientato a Rebibbia, quartiere di Roma, il racconto è suddiviso in vari capitoli, di varia lunghezza. In ogni capitolo Zerocalcare racconta di un aspetto della vita quotidiana, disegnandolo in maniera umoristica. In alcune vignette si vedono i ricordi di infanzia dell’autore e come egli ha elaborato il lutto della morte di una sua amica d’infanzia. I capitoli con al centro scene di vita quotidiana sono molto divertenti e caratterizzati dallo stile inconfondibile dell’autore. L’armadillo è una figura che rappresenta la coscienza dell’autore, con la quale egli dialoga e si confronta.

Se dovessi dare una voto a La profezia dell’armadillo sarebbe 9\10, per una serie di ragioni: il fumetto è scritto con spontaneità, perché usa un linguaggio quotidiano tipico dell’autore e dei giovani. Inoltre si è distinto a livello nazionale tra molte altre validissime proposte del mondo dei comics, uscendo dalla nicchia di mercato.  La storia non annoia mai e trova sempre battute e situazioni divertenti. È un fumetto scritto e disegnato in modo intelligente, ma non ho dato 10\10 perché la storia manca un po’di continuità e il linguaggio è a volte troppo crudo. É adatto a un pubblico giovane ma di una certa di maturità.         

Leonardo

E tu quale sport pratichi?

Gli alunni di II hanno chiesto ai loro compagni quali sport praticassero. Parkour, ko cart, ginnastica acrobatica… alla Nova Terra la varietà non manca!

1°A – Nicola: Parkour, lo pratico 1 volta a settimana. L’ho iniziato quest’anno, e lo pratico in periferia di Milano. Me l’hanno consigliato e l’ho sempre voluto provare.

1°B – Maira: Ginnastica acrobatica, la pratico due volte a settimana e mi piace perché faccio tante coreografie (ruote, verticali e avvitamenti).
Alessandro: Arti Marziali, pratico una volta a settimana, lo faccio perché mi piacciono le mosse marziali. Secondo me è divertente perché pratico molte acrobazie (come il calcio volante)

2°B – Alessandro: Gokart, lo pratico 1/2 volta a settimana in tutta Italia. Mi piace perché sono appassionato di macchine e motori.
Calogero: Karate, lo pratico 3 volte a settimana a Cesano Boscone. È uno sport che allena la concentrazione.
Emanuele: Boxe e calistenic, 4 volte a settimana a Trezzano. Mi piace perché c’è un gran rispetto nei confronti degli avversari.
Edoardo: judo e pallanuoto, pratico judo 1 volta a settimana e pallanuoto 2 volte alla Azzurra. Mi piace praticare pallanuoto perché è uno sport molto movimentato e agile. Mi sono sempre piaciute le arti marziali e, secondo me, la MC2, è il miglior posto dove praticare judo.

3°A – Adrian: MMA, pratico questo sport 1 volta a settimana a Rozzano da un anno. Mi piace perché sono diverso dagli altri e sono eccitanti gli sport particolari.
Marco: Rugby, pratico questo sport da un anno e devo dire che da subito ha incominciato a piacermi. Lo pratico 1 volta a settimana in via Boccini.
Veronica: Pallanuoto, la pratico alla canottieri di Milano 2 volte a settimana. Mi piace nuotare e allo stesso tempo giocare con la palla.
Alessia: Football Americano, pratico questo magnifico sport 3 volte a settimana da 2 anni. Il coach mi ha dato il ruolo di quaterback. Da subito mi ha stupito questo sport per il gioco di squadra.

3°B – Claudia, Maia: Equitazione 1 volta a settimana da 1 anno e mezzo a Vighignolo. La mia amica mi ha contagiato con questo sport e mi ha subito appassionato.
Federico: Karate 2 volte a settimana al Milago da 2 anni. Mi piace perché è un ottimo modo per concentrarsi. Non mi ispirano molto gli sport con l’utilizzo di una palla.
Camilla: da 8 anni pratico questo sport che mi ha sempre appassionato: Pattinaggio sul ghiaccio. È molto impegnativo infatti lo pratico 5 volte a settimana più le gare. Ho iniziato con una mia amica, che però ha smesso. Lo pratico a Milano all’Agorà.

Intervista agli attori Carlo e Ilaria

Del teatro presso la Nova Terra ve ne abbiamo già parlato in questo articolo, ora lasciamo la parola agli attori Carlo e Ilaria!


Perche hai scelto di insegnare teatro?
Carlo:
Mi sono reso conto che mi entusiasmava molto poter vivere e interpretare vari personaggi anche lontani dal mio modo di essere e di pensare. Inoltre era l’unico lavoro che oltre a piacermi molto non mi stancava anche quando gli dedicavo molte ore. Passare poi all’insegnamento è stato naturale per cercare di trasmettere la passione anche ad altri.
Ilaria: Perché mi diverte molto. Per un’attrice e un’insegnante di teatro ogni giornata di lavoro è diversa dall’altra e non ci si annoia mai.

Quale è stata la tua ispirazione?
C: Vedere degli spettacoli di vario genere, anche musicale, che mi hanno fatto emozionare e sognare di essere sul palco al posto loro.
I: Molti adulti che ho incontrato durante il mio percorso di crescita. Non solo nell’ambito del teatro, ma anche gli insegnanti e gli educatori che mi hanno spronata a seguire sempre le mie passioni.

In che anno hai iniziato a praticare questo lavoro?
C: Alla fine del 1996 ho iniziato il mio primo corso di teatro. Nel luglio del 1997 ho fatto il primo lavoro ufficiale come attore grazie alla mia insegnante di teatro. Il primo corso da insegnante intorno al 2010.
I: Ho iniziato a lavorare come attrice nel 2010 e come insegnante di teatro del 2015.

Praticavi già teatro quando eri giovane?
C: Ho iniziato da piccolo nel teatro dell’oratorio con le recite di Natale o in estate. Più o meno nel periodo delle elementari e delle medie.
I: Ho iniziato a studiare teatro a 14 anni.

Avete mai lavorato con attori famosi?
C: In teatro non ho mai affiancato attori famosi, ma alcuni con grande esperienza. Ho lavorato con un regista, Stefano De Luca, che fu l’ultimo assistente di Giorgio Strehler.  Nel cinema con Giorgio Diritti e Cristiano De Sica come registi. In pubblicità ho affiancato Raffaella Carrà, Neri Marcorè, Claudio Amendola.
I: Dipende da cosa si intende per “famosi”! Ho avuto il piacere di lavorare con alcuni nomi importanti nel mondo del teatro che però sono sconosciuti o quasi a un grande pubblico.

Il lavoro di attore per te è facile o difficile?
C: Il lavoro d’attore è difficile nel senso che necessita di molto impegno e dedizione, ma credo che tutti i lavori siano così. Certo, se ti piace, la fatica pesa di meno… come per tutti gli altri lavori.
I: Difficile. A volto difficilissimo. Ma non c’è giorno in cui mi svegli desiderando di fare dell’altro.

In che teatro lavorate?
C: Non ne ho uno di preciso. Lavoro con varie compagnie e colleghi a seconda delle occasioni che si creano o capitano.
I: Lavoro con diverse compagnie teatrali tra cui Manifatture Teatrali Milanesi, La lega della stufa e Caiù Teatro.

In quante scuole avete lavorato fino ad ora?
C: In un paio di scuole con dei laboratori di teatro e in altre due con dei seminari da una giornata.
I: Ho lavorato con il liceo classico e il liceo scientifico di San Donato Milanese.

Fate spesso spettacoli in giro per l’Italia?
C: Ogni tanto. In questi giorni per esempio sono in scena in Liguria, a Savona, per un paio di repliche. Nel passato mi è capitato di lavorare a Roma, Torino, Genova, Porto San Giorgio, Trento, Parma, Brescia.
I: Faccio spesso spettacoli anche se mi piacerebbe farne ancora di più. Capita di frequente di viaggiare e di andare in scena anche in altre regioni italiane: in primavera per esempio sarà in tournée in Friuli e in Emilia Romagna.

Con quali fasce d’età siete abituati a lavorare?
C: I laboratori solitamente sono con ragazzi della scuola secondaria di primo grado o della primaria. Ogni tanto capita di fare dei corsi con persone adulte.
I: Come insegnante di teatro lavoro con i ragazzi delle medie,  delle scuole superiori e con la quinta elementare. Come attrice faccio spettacoli sia per adulti, sia per ragazzi, sia per piccolissimi dai 0 ai 3 anni.

Intervista a cura di Edoardo

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